Cookie banner e sito della tua attività: cosa serve per essere in regola
Il banner dei cookie è quella scritta che appare al primo accesso e che quasi tutti chiudono senza leggere. Per un'attività non è un dettaglio estetico: è il punto in cui il sito dimostra di rispettare le regole sui dati. Ti spiego quando serve davvero, quali errori fanno rischiare una sanzione e come funziona un consenso fatto bene, senza paroloni legali.
Cookie tecnici e di profilazione: la differenza che decide tutto
I cookie tecnici fanno funzionare il sito: tengono aperta la sessione, ricordano il carrello, salvano la scelta del banner stesso. Per quelli non serve chiedere niente. I cookie di profilazione, invece, leggono il comportamento: analytics, pixel dei social, pubblicità. Per quelli il consenso va chiesto PRIMA, e il banner è lo strumento con cui si chiede.
Quando il banner serve davvero
- Usi Google Analytics o statistiche con cookie — Sì, il banner serve: quei cookie si depositano sul dispositivo di chi visita e senza consenso prima non si possono attivare.
- Fai campagne con pixel Facebook, Instagram o TikTok — Sì: il pixel traccia le visite anche di chi non clicca le tue inserzioni, quindi il consenso va raccolto.
- Hai widget di terzi (mappe, chat esterne, prenotazioni) — Sì, se depositano cookie: vanno dichiarati e attivati solo dopo il consenso, oppure configurati in versione senza cookie.
- Hai solo cookie tecnici e nessuna statistica — No, il banner non è obbligatorio: resta comunque consigliata una cookie policy che spieghi cosa fa il sito.
Gli errori che vedo più spesso
- Lo scroll come consenso
- Il timer di 20 secondi
- Le caselle già spuntate
- Il "Rifiuta" nascosto o più piccolo dell'"Accetta"
- Il banner che riappare a ogni pagina
- Una cookie policy copiata e mai letta
Su scroll e timer il Garante è stato netto col provvedimento 231/2021: il consenso deve essere un'azione chiara della persona, non qualcosa che si deduce dalla navigazione o dal tempo che passa. Un sito che attiva le statistiche dopo 20 secondi sta trattando dati senza base giuridica.
Come funziona un banner a norma, in pratica
Due pulsanti equivalenti: "Accetta" e "Solo tecnici" (o "Rifiuta"); una X per chiudere con lo stesso effetto del rifiuto; il link alla cookie policy; la scelta salvata, così il banner non ritorna a ogni visita; e soprattutto gli script di misurazione caricati SOLO dopo l'"Accetta".
È esattamente come funziona questo sito: prima del consenso nessun cookie di analisi parte dal browser, e la scelta si può rivedere in qualsiasi momento dal link nel footer. Se stai facendo un sito nuovo, è una cosa che si imposta il primo giorno, non una toppa dopo: lo spiego nel percorso di creazione di un sito web a Salerno.
Cookie policy: cosa scrivere, in parole semplici
Quali cookie usi, a cosa servono, quanto durano, chi li gestisce (tu o un terzo), e come si revoca la scelta. Non serve un documento legale copiato: serve che descriva cosa fa DAVVERO il tuo sito. Una policy sbagliata è peggio di nessuna, perché dichiara cose non vere.
Se fai anche campagne social, il pixel merita un paragrafo suo: ne parlo nella pagina sulla gestione social media a Salerno.
Consenso e moduli: cosa cambia per chi ti scrive
Il banner non riguarda solo i cookie: riguarda la fiducia. Quando una persona compila il modulo di contatto, ti sta affidando nome, email e dettagli del progetto. Se accanto al modulo non c'è un'informativa chiara su dove finiscono quei dati e per quanto tempo li conservi, il consenso alla comunicazione è debole anche se il banner è perfetto.
La regola pratica: il modulo deve dire cosa raccoglie e a cosa serve, la privacy policy deve spiegarlo per esteso, e i dati non devono restare in caselle dimenticate. Se usi il modulo solo per rispondere a una richiesta, non ti serve iscrivere nessuno a una newsletter: chiedilo separatamente, con una casella non precompilata. Trovi il modulo e i riferimenti nella pagina contatti e preventivi.
Widget di terzi: mappe, video e chatbot
Ogni widget incorporato è un piccolo sito dentro il tuo. Una mappa Google, un video YouTube, una chat esterna, un sistema di prenotazione: se depositano cookie o leggono il comportamento, vanno dichiarati e attivati solo dopo il consenso. La soluzione più pulita è caricarli “in differita”: prima si vede un riquadro con il pulsante “Carica la mappa”, e solo dopo il clic parte il widget di terzi.
Attenzione a distinguere primo e terzo parties. Il chatbot tecnico di questo sito è un widget di prima parte: non è un tracker pubblicitario. La segretaria virtuale Lilia lavora su una pagina esterna e ha le sue regole: quando la colleghi, leggile e linka la sua informativa, senza dare per scontato che il tuo banner copra anche quel servizio.
Come verificare il banner in cinque minuti
- Apri il sito in incognito. Il banner deve comparire subito, senza coprire il pulsante “Accetta” o rendere il “Rifiuta” invisibile.
- Apri gli strumenti di sviluppo, scheda Application → Cookies. Prima del consenso non devono esserci cookie di analytics o pixel social.
- Clicca “Solo tecnici”, ricarica e guarda di nuovo. Il banner non deve riapparire e nessuno script di misurazione deve partire.
- Controlla il link nel footer. Deve riaprire le preferenze e permettere di cambiare scelta senza dover cancellare i cookie a mano.
- Rileggi la cookie policy. Se elenca cookie che non usi, o non cita quelli che usi, va corretta: una policy generica è più rischiosa di una assente.
Se vuoi un controllo esterno, nella pagina domande frequenti trovi le risposte su siti, assistenza e strumenti AI; per il caso specifico della tua attività, scrivimi cosa usi e ti dico cosa va sistemato prima di un controllo.
